PSICOLOGIA & WELLNESS - Momento Pre-gara

pre garaLa gara viene spesso considerata dall’atleta il momento decisivo, l’occasione determinante che consente a sé e agli altri di dimostrare le abilità acquisite e di “perdonare” i sacrifici sofferti. La speranza di vincere è naturale; tuttavia l’idea che solo il risultato possa riscattarci e confermare o meno le nostre capacità, è altamente errata. La vittoria o la sconfitta dipendono certamente dalla nostra preparazione, ma non solo. Sono diversi i fattori che determinano la salita sul podio ed è impossibile controllarli tutti. Ogni atleta, dunque, dovrebbe aspirare sempre e solo a dare il meglio di sé, a cercare di superare i propri limiti e a non considerare unicamente il risultato finale. Tale prospettiva è fondamentale che venga accolta e che diventi un vero e proprio motto, perché aiuta l’atleta a non vivere la gara con elevati livelli di ansia e stress.
Nel corso della preparazione mentale, che deve andare di pari passo con quella fisica, l’atleta dovrebbe imparare a osservarsi e a individuare gli stimoli che generano in lui ansia, in modo da allenarsi in maniera specifica a trattare ed a gestire proprio quegli stimoli. Per capire quali sono i fattori che generano ansia o sicurezza è utile soffermarsi a ricordare una vecchia gara alla quale abbiamo partecipato.
Pensiamo sia ad una gara in cui abbiamo vinto, sia ad una gara in cui il risultato ottenuto non è stato soddisfacente. Cosa ha determinato la vittoria? Cosa la sconfitta?
È importante ricordarsi come ci sentivamo prima di affrontare quella gara. Eravamo:
1. Arrabbiati
2. Tristi
3. Felici/Euforici
4. Impauriti
5. Annoiati e Stanchi
6. Insoddisfatti/Frustrati
7. Concentrati
8. Sicuri di noi stessi
9. …
L’atleta deve divenire consapevole delle proprie emozioni e dei propri pensieri, perché talvolta è proprio l’emozione che gioca un ruolo determinante. Se prima di una gara, infatti, ci sentiamo annoiati, in automatico sarà improbabile dare il massimo di sé e vincere perché poco stimolati a “combattere”; diverso è se ci sentiamo concentrati e sicuri. Più mi sento carico e in forma, più mi sento sicuro di me stesso e più riesco a dare il massimo. Prima della gara è dunque necessario capire come ci sentiamo. Pensiamo ora sempre alle gare passate, ma soffermiamo la nostra attenzione su quali fattori possono averci aiutato quando ci siamo sentiti ansiosi o demotivati.
Ricordate delle circostanze o dei pensieri che vi hanno supportato? Nel caso in cui questo fosse accaduto, teneteli bene in mente in modo da riproporli, se necessario, la volta successiva.
Generalmente, se il nostro livello di attivazione è basso e ci sentiamo senza forze, disinteressati e dotati di poca concentrazione, è utile eseguire esercizi respiratori che ne aumentino la frequenza; parlarsi internamente in maniera positiva (“Ce la posso fare!”); mobilizzarsi.
Nel caso in cui il nostro livello di attivazione è invece alto e ci sentiamo ansiosi, tesi, rigidi muscolarmente, è utile effettuare esercizi che abbassano la frequenza respiratoria, come l’utilizzo di tecniche di rilassamento muscolare.
L’atleta deve imparare ad ascoltare il proprio corpo e ad identificare le aree in cui generalmente accumula maggiore tensione muscolare. C’è chi accumula maggiore tensione alle spalle, chi al collo, chi alle gambe.
È bene individuare le aree e cercare di rilassarle volutamente quando ci accorgiamo che sono tese, perché altrimenti più il corpo rimane in contrazione, più la tensione incrementa. Diversi atleti, al fine di rilassarsi, utilizzano anche le tecniche d’immaginazione che li aiutano a distrarsi ed a focalizzare l’attenzione su un luogo che mentalmente li rilassa e distende la loro tensione.

Frequente è l’utilizzo di tecniche di visualizzazione che stimolano la persona a visualizzare mentalmente il momento della gara. Possiamo immaginare e ricordare precedenti successi sportivi e soffermarci su come ci siamo sentiti soddisfatti; o possiamo anche immaginare un futuro risultato positivo, al fine di incrementare la grinta e la fiducia in se stessi.

Molti atleti, prima di un’esibizione, parlano con la persona capace di farli tranquillizzare se sono molto in ansia; altri, invece, all’interno degli sport di squadra tendono a stringersi, battere le mani, gridare per auto-caricarsi.
I pensieri negativi prima di una gara possono sopraggiungere; tuttavia non spaventarsi, non lasciarsi travolgere dagli stessi, ma spostare l’attenzione su ciò che invece può farci tranquillizzare.
Ultimo consiglio è quello di riposare e mangiare correttamente il giorno prima della gara, non provando un passo, una coreografia o un gesto atletico sino alla notte, perché questo porta solo ad un incremento dell’ansia.
Famoso è il concetto estrapolato dalle Arti Marziali in cui si parte dalla convinzione che gli ostacoli più grandi sono quelli che noi stessi autogeneriamo, non credendo nelle nostre potenzialità.
Quando sentite che si sta avvicinando il momento della gara, invece di concentrarvi su quello che non avete fatto e sui vostri errori, pensate a ciò che di buono c’è in voi ed ai progressi fatti fino a quel momento.

Dott.ssa Fabrizia Lodeserto
(Psicologa)
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